16.08.2017

S.E.S.A. SU PADOVA TRE

“Quello che sta succedendo non ci sorprende visto che da tempo, dopo non aver avuto risposte né da Padova Tre né da Padova Sud, ci siamo rivolti al tribunale per vedere riconosciuti i nostri crediti e solo grazie all’intervento dell’autorità giudiziaria, che ci ha accordato il decreto ingiuntivo, abbiamo iniziato a vedere un po’ di luce oltre al tunnel, scongiurando il collasso dei servizi che si sarebbe trasformata analoga alle emergenze di Napoli che abbiamo visto negli ultimi anni”.

Nei confronti dei consorzi abbiamo un rapporto istituzionale, non è compito nostro scegliere i presidenti o gli amministratori: quello che abbiamo fatto in passato è stato intervenire anche attraverso la stampa per chiedere il taglio degli sprechi che si stavano ripercuotendo sul servizio agli utenti.

Padova Sud è un consorzio volontario che è auspicabile venga sciolto, riducendo così ulteriormente i costi.  In ottica futura lo strumento previsto dalla normativa è il consiglio di Bacino e non il consorzio Padova Sud che peraltro è uno strumento pensato ed ideato non dall’attuale presidente Baldin ma dalle persone della vecchia gestione della Padova Tre e che hanno dimostrato di non meritare fiducia.

Baldin è subentrato in una situazione compromessa, creata dai precedenti amministratori, e da lui tutti ci attendiamo una presa di distanza netta nei confronti del passato.

I nostri interlocutori per l’oggi sono comunque i comuni e gli utenti, è a loro che pensiamo e questo viene dimostrato dal fatto che anche in presenza di un disastro economico e gestionale come quello creato da Padova Tre, S.e.s.a. ha continuato ad assicurare il servizio senza mai lasciare i rifiuti per strada, pur non venendo pagata per lungo tempo. In futuro naturalmente il nostro interlocutore sarà il consiglio d’ambito da cui ci attendiamo un indirizzo nuovo.

Come appena ricordato, i nostri interlocutori sono le pubbliche amministrazioni ed i cittadini ed istituzionalmente il nuovo consiglio d’ambito. La verità è che la gestione di Padova Tre è stata un disastro sotto il profilo economico, con sprechi e soldi usati per fini diversi da quelli per cui i cittadini avevano pagato, ma anche sotto il profilo gestionale ed organizzativo.

Il problema più grande è quello della banca dati: S.e.s.a. aveva denunciato per prima questo problema perché lo aveva riscontrato facendo la fatturazione a Piove di Sacco ormai quasi due anni fa. Le banche dati di Padova Tre sono incomplete ed incoerenti, nel migliore dei casi sono da aggiornare. Di conseguenza la fatturazione, finché non ci sarà la bonifica della banca dati, risulterà critica. Il lavoro che sta facendo S.e.s.a. non è tanto quello di fatturare a tutti i costi (pur essendo comunque necessario e fondamentale anche per la nostra azienda) ma è di riuscire, con l’aiuto delle pubbliche amministrazioni - a cui chiediamo uno sforzo ulteriore - a creare banche date e fatturazioni più eque per gli utenti e magari andando ad intervenire nei confronti degli evasori.

Una parte di insoluti è fisiologica ma il sospetto è che qualcuno ne stia approfittando e questo a danno delle aziende che lavorano e degli utenti che pagano correttamente le bollette.

C’è poi ancora da risolvere il problema del personale: sono rimasti ancora 24 dipendenti operativi ma non tutti rientrano nei servizi realmente resi da Padova Tre. Per alcune bisognerà pensare a un prepensionamento o ad un incentivo all’uscita: di certo non possono andare in carico ai servizi perché questo schema era esattamente quello di Padova Tre, cioè inserire spese non necessarie nei costi e quindi di conseguenza nelle bollette. Cosa che noi non vogliamo.

Una volta risolte queste inefficienze gestionali, che S.e.s.a. appena nominata mandataria ha subito affrontato, sarà possibile avere dei miglioramenti sensibili per i cittadini.

Le proposte che S.e.s.a. intende avanzare sono essenzialmente di due tipi: la prima sarà il ‘no’ agli aumenti delle tariffe (che sono comunque tra le più basse d’Italia) e, in prospettiva, una riduzione delle tariffe stesse come incentivo al migliorare la raccolta differenziata comunque già buona.

Il secondo aspetto, che per noi è ancora più importante del primo, sarà il miglioramento per l’ambiente attraverso l’introduzione dei mezzi della raccolta differenziata non più a combustibile fossile (gasolio) ma bensì a energia rinnovabile (biometano) potenziando anche le raccolte differenziate con una nuova logistica, con mezzi più piccoli ma più efficienti, aspetto che negli ultimi anni era stato trascurato.

Naturalmente quelle elencate sono solo proposte tecniche avanzate da S.e.s.a. che devono avere il riscontro delle pubbliche amministrazioni ed essere eventualmente sviluppate con il coordinamento del nuovo consiglio d’ambito .